mercoledì 23 agosto 2017

Un milione di cinesi alle Cinque Terre?


Segnalo un articolo sul turismo cinese che fa paura già dal titolo: un milione di turisti cinesi alla Cinque Terre?
L’articolo è interessante per vedere come la stampa non specializzata affronti il tema turismo ed in particolare il turismo cinese.
Il titolo confonde gli arrivi (le persone) con le presenze che potrebbero essere sviluppate in futuro, così le iper-ottimistiche previsioni future di un milione di presenze cinesi citate nell'articolo, diventano il milione di turisti del titolo.

In ogni caso giudicate voi, aggettivi compresi:

"Cosa ci fa un milione di cinesi alle Cinque Terre?
"(...) All’inizio li scambiavano per giapponesi. Poi si sono accorti che parlavano a voce alta, infilandosi da tutte le parti, tirando scemi i camerieri e gli addetti ai treni. Soprattutto erano troppi, sbucavano ovunque, protesi umane di smartphone. Come riescano a piombare sulle Cinque Terre centinaia di migliaia di cinesi, in tutte le stagioni, è uno degli strani effetti collaterali della globalizzazione. «Con la prospettiva che diventino già nei prossimi anni la prima nazionalità a raggiungere il milione di presenze all’anno», spiegano perplessi tra Monterosso e Riomaggiore. Ma attenzione, non siamo a Firenze e nemmeno a Venezia, dove pure gli allarmi sull’eccesso di turisti sono cronaca quotidiana. Nelle Cinque Terre, riviera ligure di Levante, una manciata di borghi schiacciati tra montagna e mare, vivono soltanto 3.600 anime
http://www.corriere.it/sette/17_giugno_29/cosa-ci-fa-milione-cinesi-cinque-terre-20d722a8-5d83-11e7-a3ba-28ae329eb765.shtml

lunedì 14 agosto 2017

Chi ha venduto 100 automobili in 5 minuti su We Chat?




Becky Li fashion blogger cinese ha venduto 100 automobili su We Chat (il social più di tendenza in Cina), in 5 minuti! il 13 luglio scorso.
Al di là del dato che ha dell’incredibile e che dice molto sui consumatori cinesi, sulle loro capacità di spesa e sulle loro modalità di acquisto, c’è un altro fatto che non può passare inosservato. Becky Li non è una super modella, né una star del Cinema, insomma non è il classico testimonial, è una persona molto popolare e conosciuta, ma che si presenta come tante altre, ed è consapevole che questo è il suo punto di forza, grazie al quale genera fiducia in chi la segue.
Buon ferragosto!
Per inciso, le auto erano mini Cooper (limited edition) dal costo di 42 mila dollari


Il caso Amalfi


Cominciano ad essere molte le destinazioni italiane di successo in Cina, al di fuori della stretta cerchia delle città d'arte “cartolina”, alcune delle quali oggi in piena sindrome di turismofobia.
Dopo il caso di Alessandria, prima destinazione italiana ad avere adottato una strategia di successo con la Cina, e quello di Ferrara, città dove la Cina è saldamente al primo posto tra i mercati esteri, provo a descrivere brevemente il caso Amalfi. Tradizionalmente ad Amalfi il primo mercato estero asiatico è stato il Giappone. In Giappone film, libri, e un consolidato sistema di relazioni garantiscono ad Amalfi un flusso costante di arrivi lungo tutto l'anno. Da qualche tempo però al Giappone si è affiancato il mercato cinese. Tutto è iniziato nel 2013 con un ciclo di seminari e tavoli di lavoro su questo mercato, che hanno coinvolto diverse decine di operatori, in gran parte albergatori, ma non solo. E a dire il vero, non solo di Amalfi, ma di Ravello e di altre località della costiera. L'idea di una filiera Chinese Friendly, cioè di una rete trasversale che coinvolgesse assieme agli hotel anche ristoranti, guide e accompagnatori, negozi..., è stata proposta per la prima volta in Italia proprio ad Amalfi, e in questa località si sono sperimentate le prime modalità di marketing dell'accoglienza nei confronti di questo mercato; l'idea cioè che la Cina si "conquista" non con le campagne pubblicitarie, online o offline, o con le conferenze stampa di triste memoria, ma coinvolgendo gli ospiti cinesi e trasformandoli in alleati. Successivamente, grazie in particolare alle attività dei consorzi degli operatori, si sono organizzati eductour personalizzati per giornalisti e autori di guide turistiche cinesi, ed in particolare il Consorzio di qualità di Amalfi è stato presente più volte ad incontri e workshop in Cina.
Cosi oggi la costiera amalfitana gode di una buona rassegna stampa in cinese, e di ottime relazioni nel mondo dei giornalisti cinesi, con quello che ne deriva in termini di visibilità, posizionamento, e arrivi turistici individuali, quelli che le statistiche sul turismo chiamano FIT (Full Independent Traveler). “Si stima che in questi anni il turismo dalla Cina segni progressi annuali attorno al 10%” ha dichiarato Gennaro Pisacane, presidente degli albergatori di Amalfi.




venerdì 4 agosto 2017

Turismo cinese all'estero: +5% nel 2017


Lo sviluppo del turismo cinese continua imperterrito, anche se il ritmo di incremento si sta assestando su valori più contenuti.
Nella prima metà di questo 2017 il numero dei viaggi all’estero dei cinesi è stato pari a 62 milioni, un incremento del 5% rispetto ai 59 milioni dello stesso periodo dello scorso anno.
In più si registra una crescita del numero dei cinesi che hanno il passaporto (un numero che storicamente è stato attorno al 5%) e quindi in grado di andare in vacanza all’estero. Parallelamente è aumentato il numero delle destinazioni turistiche autorizzate (ADS), quelle cioè che i cinesi possono scegliere per andarci in vacanza, che è ora pari a 153. Dunque aumenta anche la concorrenza, soprattutto se si considera che molti nostri concorrenti esentano i cinesi dal dover richiedere il visto turistico (riforma che le nostre Istituzioni non prendono neppure in esame).
Il report realizzato per conto di Ctrip mostra che il 42% dei turisti cinesi che va all’estero sceglie la vacanza organizzata e il 58% quella individuale. In genere il “pacchetto” è preferito e acquistato da chi vive in città di seconda e terza fascia, mentre chi vive a Shanghai o Pechino o nelle altre città di prima fascia, è più portato ad acquistare vacanze ”indipendenti”.
Per Ctrip l’Italia è la prima meta tra quelle scelte in Europa.
Segnalo che aumentano anche gli investimenti in Europa dei T.O. cinesi, e anche per l’Italia sono previste grosse novità dopo l’estate.
Continuate a seguirmi su questo Blog, e se siete interessati al turismo cinese vi segnalo un workshop da non perdere www.chinaday.it  (iscrivetevi subito!)
Qui trovate i servizi che possiamo darvi in Cina http://turismocinese.blogspot.it/p/i-miei-servizi.html


martedì 1 agosto 2017

Raffarin: Francia destinazione preferita. E l'Italia?


Jean-Pierre Raffarin, già Primo Ministro e ora Presidente della Commissione Affari esteri del Senato francese, commentando l’enorme potere di spesa dei turisti cinesi all’estero, ieri sera ha dichiarato che la Francia deve diventare la destinazione preferita dai turisti cinesi, e che per questo obiettivo occorre fare ogni sforzo necessario.

Mi piacerebbe che dichiarazioni come questa venissero anche dalle Istituzioni italiane, e che finalmente si vedessero dei fatti. Il mio invito - lo sapete - è di togliere i visti ai turisti cinesi che desiderano venire nel nostro Paese. Dovrebbe essere questo un gesto di accoglienza obbligatorio per un Paese che crede davvero nel turismo, e che vuole mostrare al mondo la sua cultura dell’ospitalità, per tornare ad essere leader.

https://turismocinese.blogspot.it/p/i-miei-servizi.html